mercoledì 17 giugno 2009

1959 Il tarantismo e il Salento di Franco Pinna

La straordinaria documentazione visiva del fotografo

dell’equipe di Ernesto de Martino nella suggestiva cornice di Palazzo Palmieri


1959 Il tarantismo e il Salento di Franco Pinna



Anteprima della ricerca di prossima pubblicazione

accompagnata dalla proiezione degli scatti del magistrale fotografo

e dagli interventi di autorevoli studiosi


Venerdì 26 Giugno ore 20:30

Parco turistico culturale Palmieri

Martignano (LE)


Intervengono:

Giuseppe Pinna (Archivio Pinna)

Eugenio Imbriani (Docente antropologia - Univ. Salento)

Luigi Chiriatti (Kurumuny)

Sergio Torsello (Istituto Diego Carpitella)

Più in generale, oggi attribuiamo un valore imprescindibile alla , dei fenomeni antropologici, diversamente da quanto capitava in epoche nelle quali il medium letterario esercitava su di essi un esclusivo primato di competenza. È per questa ragione che l’esperienza di Pinna in Salento merita una considerazione tutta speciale nell’evoluzione della coscienza comune attorno ai fatti antropologici, non solo d’ambito nazionale.

Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della, ormai famosa, ricerca di Ernesto de Martino e la sua equipe nel Salento, per esplorare e indagare il fenomeno del tarantismo.

Della spedizione faceva parte il fotografo Franco Pinna che realizzò un reportage di valore assoluto di cui solo 41 foto sono state pubblicate nelle varie edizioni della Terra del Rimorso (Il Saggiatore).

Molta della fama di FRANCO PINNA (La Maddalena/SS 1925 - Roma 1978), uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento, è giustamente legata alle campagne di documentazione scientifica che ha svolto al seguito di Ernesto de Martino (1908-1965), probabilmente il massimo antropologo italiano del secolo scorso.

Del Tarantismo

Non era, quella di Pinna, la prima circostanza in cui il tarantismo salentino veniva ripreso fotograficamente. Fu però la prima volta che di quegli eventi ci si ripropose di fornire una rappresentazione quanto più organica e analitica possibile, nella coscienza che già alla fine degli anni Cinquanta tali manifestazioni fossero fenomeni in via di progressiva sparizione. Per perseguire questo obiettivo, Pinna si sforzò di adeguare i modi della documentazione di cronaca, da lui normalmente praticati come fotogiornalista, a una nuova funzione più disponibile alle esigenze scientifiche che la missione demartiniana, attrezzata anche per parallele registrazioni sonore, avrebbe dovuto pretendere. Il più rilevante fra i metodi adottati è quello della sequenza continua, "paracinematografico".

Contatti: Tel/Fax 0832 801577 cell. 3299886391

lunedì 26 gennaio 2009

Aidha. Colei che parte ma ritorna





Aidha. Colei che parte ma ritorna è un video documentario realizzato da Télos di Oasi2 con il sostegno dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Puglia, sulla condizione delle donne immigrate nella nostra terra di Puglia.
Corredato da un libretto di accompagnamento, utile guida alla fruizione del documentario e, al contempo, traccia per gli approfondimenti che su questi temi si vorranno sviluppare, Aidha si offre come un prezioso strumento per la diffusione della cultura dei diritti umani.
Mettere in primo piano i racconti di una migrazione al femminile spesso difficoltosa e carica di problematiche psicologiche, affettive ed economiche è un’operazione necessaria a restituire dignità a soggetti fragili, spesso oggetto di una duplice potenziale discriminazione: quella causata dalla condizione di migrante e quella di donna in una società ancora troppo condizionata da stereotipi.

Sfatare questi stereotipi, impedire la nascita di pregiudizi, contrastare i comportamenti xenofobi e le idee razziste, favorire la maturazione di una coscienza civica aperta, tollerante e rispettosa delle molteplici diversità riconoscibili nel nostro contesto sociale sono gli obiettivi generali della comunità educante. L’intreccio fecondo tra le finalità di ampio respiro delle istituzioni scolastiche e gli intenti che hanno ispirato la realizzazione di questo documentario rendono Aidha non solo un film su di “loro” ma, nella misura in cui ci riconosciamo nei racconti delle donne immigrate, anche su di “noi”.

Aidha è perciò uno strumento didattico ideale per guidare i ragazzi alla scoperta e alla comprensione di quel delicato intreccio di storie personali, dinamiche socio-economiche e geopolitiche rappresentato dall’immigrazione. Nell’anno scolastico 2007-2008 Aidha è stato distribuito in tutte le scuole medie superiori della Puglia. Sono stati attivati 25 laboratori didattici in tutta la regione e gli operatori di Oasi2 hanno incontrato 562 ragazzi.

Anno di produzione: 2007

Supporto: mini dvd

Durata: 46’

Regia e montaggio: Gianluca Sciannameo

Produzione: Comunita’ oasi2 san francesco – onlus

Soggetto e sceneggiatura: Centro studi telos di oasi2

Interviste e aiuto regia: Manuela Lops

Musiche: musiche originali di Nico Masciullo.
Il documentario, inoltre, contiene musiche di nabil salameh -“erevan”,
michele lobaccaro, alessandro pipino; tratto dall’album “centro del mundo”; per
gentile concessione di edizioni cosmasola s.n.c. (2002).

Aidha è il racconto di tre donne provenienti da altrettanti luoghi diversi. Per un caso della vita e per necessità le loro storie e i loro sogni sono approdati in Puglia, terra da sempre di frontiera e di passaggio. Questo documentario contiene il racconto della loro storia di viaggio e integrazione, travagliata e difficoltosa, ma anche ricca di soddisfazioni. E’ il racconto delle loro scelte, del loro quotidiano, della speranza e del sacrificio, della voglia di raggiungere una piena emancipazione attraverso il lavoro e il ricordo. Queste donne finiscono così per raccontare anche qualcosa di noi stessi, su come sappiamo accogliere e accompagnare. E quei sogni li scopriamo anche un po’ nostri.